
#IoRestoaCasa. L’hashtag che spopola sui social network (al punto che persino
la squadra di calcio del Cagliari
lo ha adottato come nome del suo account) è stato scelto anche dal governo per
il decreto dell’11 marzo con cui ha stabilito la chiusura di gran parte degli
esercizi commerciali del nostro paese. In
un vademecum pubblicato sul sito del governo,
Palazzo Chigi cerca di fare ulteriore chiarezza su cosa è consentito fare e che
cosa no. Ecco le risposte alle domande più frequenti.
È consentito
uscire di casa?
Si deve evitare
di uscire di casa, ma è consentito farlo in tre casi: “per spostamenti motivati
da comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità o per spostamenti
per motivi di salute”.
Quali sono le
“comprovate esigenze lavorative”?
Il termine
‘comprovate’ significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta
andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autocertificazione o con ogni
altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di
controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Ricapitolando, è
sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a
distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi.
Quali sono le
“situazioni di necessità”?
Sono quelle che
riguardano “l’acquisto di beni essenziali”, come ad esempio fare la spesa. In
queste circostanze occorre comunque assicurare la distanza interpersonale di
almeno un metro. Il governo ricorda come, “senza una valida ragione, è richiesto
e necessario restare a casa, per il bene di tutti”.
Posso muovermi
in città?
Solo per le tre
ragioni indicate in precedenza: i divieti e le raccomandazioni infatti valgono
anche per gli spostamenti all’interno del proprio comune.
Mi trovo lontano
da casa, posso farvi rientro?
Sì, il decreto
lo stabilisce in maniera esplicita: “è consentito il rientro presso il proprio
domicilio, abitazione o residenza”. Tuttavia questa motivazione può essere
utilizzata una sola volta.
Che cosa rischio
se non rispetto le regole?
Nel caso di
violazioni delle norme sugli spostamenti si rischia l’arresto fino a tre mesi o
l’ammenda fino a 206 euro, ovvero le sanzioni previste dall’articolo 650 del
codice penale. Attenzione, però: il ministero dell’Interno mette in guardia i
trasgressori, avvertendo che “pene più severe possono essere comminate a chi
adotterà comportamenti che configurino più gravi ipotesi di reato”.
Occorre sempre
avere un’autocertificazione con sé?
Per uscire
occorre compilare un’autodichiarazione. Nel caso in cui non la si abbia con sé,
tale certificazione potrà essere resa seduta stante sui moduli in dotazione alle
forze di Polizia incaricate di effettuare i controlli.
Che cosa succede
se dichiaro il falso?
Una falsa
dichiarazione è un reato. Nel modulo di autocertificazione si richiama
all’articolo 495 del codice penale, che punisce questo genere di reato con “la
reclusione da uno a sei anni”.
Ho qualche linea
di febbre: posso uscire?
L’invito del
governo è a essere responsabili e usare buon senso. In particolare, “ai soggetti
con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è
fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al
massimo i contatti sociali”. Chi ha qualche linea di febbre, inoltre, è invitato
a contattare il proprio medico curante, naturalmente via telefono.
Sono in
quarantena: posso uscire nel quadro delle tre situazioni di necessità?
No, chi è in
quarantena e chi è risultato positivo al virus non può uscire da casa per nessun
motivo.
I
transfrontalieri possono muoversi?
I
transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per
raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa.
È possibile
raggiungere la propria casa di vacanza, in assenza di residenza o domicilio?
No, gli
spostamenti restano consentiti ai sensi del dpcm dell’8 marzo 2020 solo per
comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità, per motivi di
salute o per rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
È necessario
procurarsi scorte di cibo?
No. Il governo
ha assicurato che “si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non
c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili”.
Si può uscire
per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Sì, ma solo per
acquistare prodotti rientranti nelle categorie espressamente previste dal dpcm
11 marzo 2020, la cui lista è disponibile negli Allegati 1 e 2 che si trovano
a questo link.
I centri
commerciali restano aperti?
Sì, i centri
commerciali restano aperti, a patto che sia consentito l'accesso alle sole
attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità.
Quali sono le
attività di vendita di generi di prima necessità?
La lista è
piuttosto lunga: rimane consentito, tra le tante casistiche contenute
nell’Allegato 1 al decreto, il commercio al dettaglio in esercizi non
specializzati di computer, attrezzature per le telecomunicazioni ed
elettrodomestici. Inoltre via libera al commercio di ferramenta e vernici,
articoli igienico-sanitari, materiali ortopedici, articoli di profumeria e
saponi e detersivi. Rimangono aperte anche le edicole e gli ottici.
Funzionamento regolare anche per lavanderie, tintorie e servizi di pompe
funebri.
Le farmacie
chiuderanno?
Naturalmente no:
le farmacie, così come le parafarmacie, sono aperte.
E i tabaccai?
Anche i tabaccai
sono aperti come di consueto.
Fino a quando
resteranno chiusi i negozi interessati dal decreto?
Fino al 25
marzo. Lo stabilisce l’articolo 2 comma 1 del dpcm dell’11 marzo.
Posso andare a
bere un caffè al bar?
No. I bar, così
come pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie e tutte le altre attività dei
servizi di ristorazione, sono chiusi. Rimangono aperte le mense e i “servizi di
catering continuativo su base contrattuale”. Per capirsi, i servizi di
ristorazione che riforniscono ad esempio le industrie.
Gli autogrill e
le altre attività lungo le autostrade sono aperti?
Sì: il governo
ha deciso che restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e
bevande delle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete
stradale, autostradale e all'interno delle stazioni ferroviarie, degli
aeroporti, e delle stazioni lacustri. Aperti anche i bar degli ospedali. Tutti
sono tenuti a rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
Posso andare a
farmi tagliare i capelli?
No.
Parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono chiusi.
Le banche e le
assicurazioni sono chiuse?
No, banche e
assicurazioni sono aperte.
Sono
separato/divorziato, posso andare a trovare i miei figli?
Sì, gli
spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque
presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni
caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione
o divorzio.
È possibile
uscire di casa per gettare i rifiuti?
Sì, seguendo le
normali regole già in vigore in ogni Comune. Le attività di raccolta, gestione e
smaltimento dei rifiuti proseguono normalmente.
Posso portare a
spasso il cane o altri animali da compagnia?
Sì, per le loro
esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno
un metro da altre persone. Via libera anche nel caso in cui occorra recarsi dal
veterinario.
È consentito
utilizzare la bicicletta?
È possibile
utilizzare la bicicletta per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di
residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità e per svolgere
attività motoria.
Posso andare a
correre al parco?
Sì. L’attività
motoria e lo sport (comprese corsa e utilizzo della bicicletta) praticati in
spazi aperti sono ammessi. Occorre tuttavia rispettare la solita norma sulla
distanza ed evitare assembramenti.
È consentito
uscire di casa per andare a mangiare da parenti o amici?
No, è vietato.
Non si tratta di uno spostamento necessario e per questo motivo non rientra tra
quelli ammessi.
Posso andare a
trovare i miei cari anziani non autosufficienti?
Sì, è
consentito. Occorre però prestare attenzione a non rappresentare un pericolo per
gli anziani, la fascia maggiormente vulnerabile al virus.
Si può andare in
chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti
religiosi?
Fino al 3 aprile
sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e
religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della
messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la
religione islamica.
Sono consentiti
l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si
assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.
I Circoli
ricreativi per persone anziane restano aperti?
No, le attività
ricreative dedicate alle persone anziane autosufficienti sono sospese.
Le riunioni
condominiali sono consentite?
Sono proibite le
riunioni condominiali che si svolgano in presenza dei condomini. Sono consentite
nel caso in cui avvengano con modalità a distanza, fatto salvo il rispetto della
normativa in materia di convocazioni e delibere.
Qual è la norma
in materia di turismo?
Il governo
ricorda che sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di
turismo sono assolutamente da evitare. Le strutture alberghiere sono
autorizzate a erogare servizi di somministrazione e bar soltanto alle persone
che vi siano alloggiate.
Come si deve
comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve
verificare le ragioni del suo viaggio?
Non compete alla
struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che
consentono lo spostamento delle persone fisiche.
Sono previste
limitazioni all’attività lavorativa di un autotrasportatore?
No, non sono
previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.
Colf, badanti e
baby-sitter possono continuare a lavorare?
Sì.
La modalità di
“lavoro agile” (o lavoro a distanza) può essere applicata dal datore di lavoro
pubblico e privato a tutti i lavoratori?
Sì. Fino al 25
marzo 2020 sono previste modalità semplificate e temporanee di accesso al lavoro
agile e non ci sono limiti.
Sono consentiti
i lavori di riparazione nella casa in cui si dimora?
Sì, le attività
edili e artigianali non sono fra quelle sospese dal dpcm dell’11 marzo 2020.
Tali prestazioni lavorative possono essere svolte, a patto che siano
indispensabili e non prorogabili.